SCRITTO DA: SILVIA DEVITOFRANCESCO - MASSIMO FERRARIS - RITA MAURIZI
Te la ricordi questa frase? La usasti per “corteggiarmi”. Due ragazzini di quindici e sedici anni che si incontrano per caso durante una fiera del cioccolato. Tu così sicuro di te ed io così insicura, così timida. Mi specchiai nei tuoi occhi verdi e non risposi alla tua domanda. Tu riprovasti imperterrito e io farfugliai un flebile “si” mentre sentivo che le guance si erano arrossate. Perché ogni volta dovevo diventare rossa? Perché non ero come le mie amiche? Mi sentivo una stupida bambina dell'asilo e non una ragazza che frequentava il liceo classico. Tu fingesti di non notarlo quel rossore, anche se, inevitabilmente, ti faceva piacere e mi offristi un cioccolatino a forma di cuore extrafondente. La carta di quel cioccolatino la conservai nel diario e ogni volta ricordavo quanto fossi stata sciocca a lasciar volare via l’occasione di poter approfondire la tua conoscenza. Maledetta timidezza! Maledetta paura!?
Sono passati otto anni da quel giorno e ancora conservo quella carta, ormai stropicciata dal tempo, nel portafoglio. Non so perchè l'ho tenuta, forse per il bel momento che mi ha fatto vivere; o forse per ricordarmi di lui. Mauro, mi sembra si chiamasse così, frequentava il mio stesso istituto, solo una classe in più. Tutte le volte che ci incontravano all'ingresso della scuola, o nei corridoi, mi sorrideva o faceva un gesto di saluto, ma non mi ha mai più offerto un cioccolatino. Ricordo che un giorno, di punto in bianco, non l'ho più visto. Io ero in terza liceo, lui in quarta. Dopo dieci giorni digiuna dei suoi sorrisi, lo chiesi ad una sua compagna di classe. Forse divenni rossa facendole la domanda, perchè lei sorrise divertita e mi rispose che aveva cambiato città. Quale non l'ho mai saputo, ma quella voglia di cioccolato mi ha perseguitata ed ora eccomi all'opera. Ho davanti una decina di persone che mi osservano frementi. Hanno voglia di imparare, e io sono qui per questo. Mi diverte il mio lavoro, lo faccio per passione e, diciamola tutta, sono pure brava! Ah, ho dimenticato di dirvelo: sono una cake designer. Sapete quelle pazze, un po' svitate che con una pallina di pasta di zucchero, stampini e tanta creatività si inventano quelle torte impossibili? Bene, io sono una di quelle. Veramente la mia specialità è creare cioccolatini, campo nel quale sono una vera maestra, ho pure scritto un libro.
La signorina con la cappa azzurra mi chiede di iniziare, è l'organizzatrice dell'incontro. Non vedo l'ora, quindi comincio a parlare, parlare e parlare. La gente si raduna attorno curiosa, radunandosi sotto questo tendone che fa parte della fiera dei dolci tipici della zona, gente di tutti i tipi, semplici curiosi mai incontrati, o come quel tale con la barba che se ne sta in disparte, osservandomi. C'è qualcosa di conosciuto in lui, ma ora proprio non riesco a ricordare.
Di questi incontri, essendo molto apprezzata , me ne trovo a fare veramente tanti e faticosi sotto un certo punto di vista, perché per me non ho tempo , non ho tempo di dedicarmi alle amicizie sempre con le ore contate e di fretta. Come se non bastasse qualche tempo fa ho deciso di mettere su un corso per pochi "eletti " tanto per iniziare . Le richieste sono state molte e pur sapendo di quanto la gente ami i dolci non mi sarei mai aspettata tanto.
E ora sono qui le domande sembrano non finire ma fra un po' , è il caso di dirlo, dulcis in fundo si passerà all'assaggio delle mie creazioni, che a onor del vero stimolano l'acquolina in bocca solo a guardarle. Il cioccolato va per la maggiore e io lo uso in tutte le sue varianti dal fondente , a quello bianco , al latte , nocciolato alle quali aggiungo peperoncino , fragola , menta, arancio , violette a seconda del tema che scelgo in un dato giorno. Oggi ho optato per la cannella e mi sono sbizzarrita a forgiare tortine che rappresentano alcuni dei monumenti più conosciuti , è stato complicato ma il risultato è spettacolare. La coda del mangiamo tutto, sta per finire e anche i miei dolci . Solo soletto è rimasto in una ciotola di vetro blu, un pezzetto di fondente . Porto sempre con me una scorta generosa di tavolette di cioccolato miste, infondo è stato la mia ispirazione e non deve mai mancare .
-Mi sembra il pezzo più buono di tutti- dice una voce alle mie spalle. Faccio quasi cadere ciò che ho in mano per terra, non mi aspettavo che ci fosse ancora qualcuno. Mi giro e trovo il tipo con la barba che mi guarda con aria divertita.
-Mi dispiace, non volevo spaventarti- cerca di aiutarmi svuotandomi le braccia. -Sono qui perchè volevo un tuo autografo.-
Un autografo? Da me? Non capisco e fisso i suoi occhi verdi in cerca di risposta, ma ad un tratto lui posa i miei attrezzi e tira fuori di tasca l'ultima mia opera editoriale "Perle di cacao".
-Oh, si...- rispondo imbarazzata. Nonostante sia abituata al pubblico, trovarmi davanti un fan mi rende sempre nervosa. -Visto che sei così gentile, se mi aiuti a portare tutto in macchina poi te lo firmo volentieri.-
-Magari davanti ad una pizza...- azzarda lui. Di nuovo quella sensazione di già visto mi stuzzica i neuroni. Ci penso su e poi decido che accettare l'invito di un fan fa parte delle public relations di un autore... di successo.
-Ok, però paghi tu- lui sorride con denti bianchi e perfetti e fa il gesto di togliersi il cappello. Oltre che carino è pure simpatico, così penso che mi merito una serata diversa dal solito, in compagnia di qualcuno che non siano le solite zitelle che le organizzatrici del corso mi obbligano ad incontrare.
-Io sono Livio- mi dice, mentre insieme sistemiamo l'attrezzatura nel portabagagli della mia vecchia Fiat Punto. Livio... chissà perchè ma il nome non mi è nuovo, ma non riesco ad associarlo a nessun episodio del passato. Forse la pizza porterà un po' di luce.
E' lui che sceglie il locale , uno di quelli con l'arredamento che sa di antico e casareccio , tavoli in legno , luci soffuse, tovaglie giallo pastello, centrotavola con fiorellini di campo.
Prendo il libro e sto per firmare
" Posso chiederti una dedica speciale?"
Mi chiede con la sua voce calda che mi fa battere il cuore a mille
"Certo dimmi "
" A Livio che non ha mai dimenticato la pralina di cioccolato sotto le magnolie"
La mia mente inizia a sfogliare le immagini sepolte, nell'angolo remoto dei miei ricordi , Livio, le magnolie ........un flash , Mauro questo è il nome che ho sempre tenuto nel cuore come è possibile ! Sono confusa , scrivo la dedica , lo guardo , intuisce il mio imbarazzo
" E' passato tanto tempo se non ti ricordi di me non mi offendo !"
Arriva il cameriere ed interrompe il mio rossore ,che sento essere arrivato fino alle orecchie.
Non ci posso credere. Livio, Livio e Mauro? Chi cavolo è sto Mauro? «Ho un pò di confusione, scusami. Torno subito.» Mi alzo dal tavolo e mi dirigo verso la toilette. Entro e mi osservo nello specchio. Ho una faccia sconvolta. Inizio a bagnarmi il viso con l'acqua gelida, facendo ben attenzione a non rovinare il trucco, mentre Livio e Mauro ossessionano la mia mente. Non c'è altra strada da percorrere, devo capire! Così mi asciugo il viso, mi ricontrollo nello specchio ed esco dirigendomi con passo sicuro verso il mio tavolo. «Eccomi, scusa ancora.» Lui mi sta letteralmente scrutando.
-C'è qualcosa che non va?- mi chiede scrutandomi. Devo essere veramente scossa, perchè mi guarda con occhi preoccupati.
-No, tutto bene, solo non ricordo l'episodio... o meglio, lo ricordo, però è legato ad un altro nome: Mauro.-
E' come se le mie parole gli avessero rovesciato addosso un secchio di acqua gelata. Immediatamente diventa distaccato e ogni traccia di preoccupazione e sorrisi spariscono dal suo volto.
-Mauro, dovevo saperlo...- mormora a denti stretti. Afferra il mio libro e se lo mette in tasca, senza darmi tempo di autografarlo. Si alza e attira l'attenzione del cameriere.
-Devo andare, scusami. Mi è venuto in mente che ho un impegno- allunga una banconota da cinquanta euro al ragazzo. -La signora mangia da sola, le porti tutto quello che vuole e tenga il resto.-
Io sono impietrita, confusa dalla sua reazione spropositata. Cosa avrò mai detto di così catastrofico per farlo reagire a quel modo? Provo a correre ai ripari, ma lui si sta già allontanando, lasciandomi sola davanti ad un tavolo imbandito per due. Lo vedo afferrare le chiavi e dirigersi nel parcheggio verso una Panda. Mi alzo di scatto e corro verso l'esterno, nel momento in cui le luci illuminano la targa. Memorizzo numeri e lettere e penso con rabbia che Livio dovrà darmi delle spiegazioni. Il mio amico poliziotto saprà fornirmi nome e indirizzo dove trovarlo.
Torno dentro e lo chiamo senza perdere un attimo
" Ciao Sandro , scusa se ti disturbo, avrei un favore da chiederti "
" Volentieri, dimmi tutto , ma sappi che hai interrotto un approccio con una biondina niente male perciò dovrai offrirmi una cena prima o poi"
" Guarda, anche stasera ,raggiungimi al Gatto Rosso , se la biondina in questione è scappata"
Dopo una mezzora Sandro è davanti a me
" Che stronza ! Ti hanno dato buca e hai cercato il rimpiazzo!"
" No , siediti ora ti spiego tutto, lo sai che ti tengo in gran considerazione!"
" Ecco , voglio sapere a chi appartiene , voglio sapere ogni cosa su questa persona. Puoi farlo ?"
" Certo e lo sai , altrimenti non mi avresti chiamato , non giocare con la mia intelligenza , poca , ma qualcosa ho in zucca!"
Il suo senso dell'umorismo mi fece sorridere facendomi dimenticare per il resto della cena quanto era avvenuto. Tornai a casa e malgrado fossi abbastanza esausta , tirai fuori la scatola verde in cui conservavo le foto dei miei trascorsi scolastici.
La apro e incomincio a cercare le foto. Eccolo è lui, che fortuna! Mauro é identico a Livio... quindi lui mi ha mentito e, visto come è fuggito via, qualcosa da nascondere ce l'ha. Forse Livio non è il suo vero nome e io l'ho scoperto e per questo è fuggito? Plausibile, ma fa molto film. Attenderò notizie da Sandro.
La mattina seguente qualcuno suona alla mia porta. Assonnata mi alzo dal letto ed è il mio maico poliziotto ad augurarmi buongiorno con i cornetti caldi. Ci accomodiamo e lui mi porge un biglietto. "Ho fatto la tua ricerca, sono stato super efficiente!" Afferro il biglietto, lo leggo e resto pietrificata.
"Mauro Bonetti" Leggo il nome ad alta voce allora ho visto giusto si è presentato come Livio perché?
" E' inutile che ti chieda se sei sicuro, insomma non ci sono dubbi "
" No Perla anche questo fa parte del mio lavoro e lo sai sono bravo e scrupoloso ma c'è una cosa che non ho approfondito non ne ho avuto il tempo"
"Dimmi "
" Mangia prima i cornetti finchè sono caldi e poi dovrai prima spiegarmi il tuo interesse per questo tizio se vuoi sapere il resto . E non raccontarmi storie!"
" E' un mio vecchio amico almeno così mi è sembrato ecco non c'è nulla di misterioso"
Ingoio il mio croissant a pezzi grossi , voglio sapere ogni cosa e subito.
" Pensavo volessi strozzarti ! Va bene ascolta quando ho letto il nome mi ha ricordato un fatto avvenuto molto tempo fa . La famiglia Bonetti aveva due figli , due gemelli di uno non si è saputo più nulla "
"Scomparso? Intendi questo? "
" Si, ma i familiari non fecero nessuna denuncia frequentava il liceo , un mio collega seppe della sparizione per via della moglie che lo aveva come alunno"
"Scusa il nome del fratello lo sai?"
Chiesi a Sandro ,ma io già sapevo la risposta . Quello che non sapevo era chi fosse l'uomo seduto con me in pizzeria Mauro o Livio?
Sandro ritorna il mattino dopo, ma questa volta senza cornetti. Sono grata per questo gesto, non riuscirei ad affrontare la giornata con un altro dolce sullo stomaco, proprio oggi che dovrò assaggiare almeno venti miscele diverse di cioccolato.
-Grosse novità!- esclama, lanciandosi sul divano come farebbe un ragazzino. Solo che lui ha una stazza da giocatore di rugby ed il mio divano comincia ad avere dieci anni. Tira fuori di tasca una busta piena di fotocopie. Gli piace fare l'investigatore privato, glielo leggo in faccia.
-Tieniti forte: al momento della sparizione di uno dei due gemelli, il padre, il dottor Bonetti, era Procuratore della Repubblica presso il Tribunale. Un uomo difficile ed ingombrante, con le mani ben in pasta. Uno dei figli aveva brutti giri, quali droga, prostituzione, violenza e teppismo; insomma, una perla di ragazzo. L'altro, invece, risultava incensurato, studioso e quasi trasparente agli occhi di conoscenti ed amici. Il dottore credeva di poter mettere in riga il figlio sbandato, che era anche quello che tutti conoscevano per il più brillante, e cioè Mauro. Lo fece rinchiudere in un istituto di riabilitazione, da dove è scappato più volte, sino a quando non è stato trovato morto per overdose cinque anni fa nei sotterranei della metro di Londra. Il dottore ha fatto credere a tutti che Livio in realtà fosse Mauro e che l'altro gemello vivesse in un collegio negli Stati Uniti per studio. Alla morte di Mauro è iniziata la lenta decadenza dell'ex Procuratore, che si è spento due anni fa. Nessuno ha mai fatto domande, tutto è rimasto insabbiato, e Livio ha dovuto vivere per anni la vita del fratello.- Rimango senza parole e soffro al pensiero di quanto Livio si sia sentito ferito dalle mie parole, ma io non ne sapevo nulla, quindi afferro le informazioni di Sandro, scorro la lista e formo il suo numero di cellulare.
Mi risponde la segreteria . Potrei lasciare un messaggio ma non so da quale parte cominciare . Chiudo la telefonata aspettando che richiami . Passo la mattinata abbracciata al cuscino . Livio non si fa sentire. Non posso rimanere ferma, devo fare in modo che tutto ricominci da quando si è avvicinato al mio stand . Cerco il foglio dove Sandro mi ha lasciato scritto anche l'indirizzo , conosco la zona e non è lontana da qui e anche se fosse in capo al mondo ci andrei ad ogni costo e in qualsiasi modo.
Arrivo davanti la casa, è una villetta bifamiliare con un giardino molto curato , suono più volte ma nessuno risponde. Faccio per andare via noto la sua auto parcheggiata dietro l'angolo . E' in casa ma non vorrà vedermi . Lo capisco e ha ragione .Gli ho riportato alla mente brutti ricordi ammesso che si possa non pensare, ogni giorno ,al fatto di aver vissuto la vita di un altro ,anche se l'altro era suo fratello. Apro la mia borsa cerco l'immancabile cioccolatino , lo trovo ,ha la stagnola rossa, lo lascio sulla porta. Mi volto, sto per andare via, quando il rumore della mandata mi fa girare
"Ciao "mi dice sorridendo
"Ciao , sono qui perché sei in debito del mio autografo "
Mi lascio prendere per mano . Sorrido anche io.
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