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martedì 18 marzo 2014

Quando mi abbracciavi

SCRITTO DA: ERIKA BAIMA - ANTONELLA MAGGIO - MASSIMO FERRARIS

Le foglie d'autunno cadevano a terra formando piccoli cumuli che ricordavano i vecchi tappeti persiani della nonna di Chiara, l'aria frizzante e il sole arancione disegnavano un paesaggio da dipinto, se ne stava seduta sul terrazzo della sua casa cullandosi sul dondolo cercando di non pensare all'amore della sua vita. Doveva andare avanti voltare pagina ma il ricordo era in lei ancora troppo forte che le faceva male.
Aveva vissuto momenti di vera follia l'uomo che le faceva un giorno toccare il cielo con un dito ed il giorno dopo toccare l'abisso più profondo di un mare lontano. 
Si erano conosciuti per caso una sera, lei era andata come al solito a casa della sua amica Vale ad un certo un punto il campanello suona, il compagno di Vale andò ad aprire e alla visione di quel'uomo lei si sentì strana, sentiva una strana cosa allo stomaco, improvvisamente le guance si fecero infuocate, mai le era successo prima.
Trascorsero un paio di ore poi il misterioso e tenebroso amico decise di andarsene e lei pur di poterlo conoscere un po decise che era venuta l'ora di tornare a casa così insieme se ne andarono.
Arrivati al parcheggio Matteo la salutò facendole il bacio a mano, entrambi si sentivano timidi ma sapevano che si sarebbero rivisti, il giorno seguente.
Matteo non aveva dovuto faticare molto per avere il numero di lei, era bastata una telefonata a Vale e lei, contenta per la sua amica, non aveva esitato a darglielo.
Chiara e Matteo si diedero appuntamento al bar del centro, dove la maggior parte dei loro amici e conoscenti usavano incontrarsi. Non avevano niente da nascondere e certamente non avevano alcuna vergogna nel farsi vedere insieme. 
Rimasero un paio d'ore a fingere di sorseggiare lui il caffè e lei un'espressino chiaro. Matteo l'aveva invitata per un caffè ma Chiara detestava la caffeina ma se quello era il prezzo da pagare per stare con lui, era disposta anche a diventare caffeinomane.
Conosci da tanto Vale? Cosa fai? Quanti anni hai? Studi? Lavori? Vivi da sola? Quale musica scolti? Ti piacciono i film d'azione o le commedie? Le solite domande che si fanno al primo appuntamento per conoscersi meglio, domande che Chiara e Matteo avevano tralasciato la sera prima quando lui l'aveva accompagnata fin sotto casa e non aveva resistito ad abbracciarla e a baciarla sulle labbra anche se erano due completi estranei.
Dopo il caffè, camminarono parecchio per le vie del centro fino a quando giunsero nel parchetto della città. Presero posto su una panchina e Matteo attirò a sé Chiara. Non era certamente la prima donna con cui usciva, con cui prendeva un caffè o la prima volta che ne baciava una, ma poteva tranquillamente affermare che Chiara fosse la prima donna che s'incastrava alla perfezione tra le sue braccia. Erano come due pezzi di un puzzle e tenerla stretta a sé era come vivere in una dimensione parallela dove il tempo era fermo e quel momento sarebbe durato per sempre.
Chiara si sentì a disagio, non per l'abbraccio di Matteo, ma per il luogo in cui si trovavano. Un anno prima, stesso luogo, stessa panchina, un altro ragazzo: Luca. Stessa scena, lei tra le braccia di lui e dolci baci che sembrano non finire mai, mentre il sole d'autunno scaldava i loro visi. Matteo la sentì irrigidirsi: forse aveva osato troppo? Le alzò il viso con un dito sotto il mento e la baciò dolcemente. Lei non si sottrasse, ma il ragazzo si accorse che qualcosa era cambiato.
Chiara non poteva sopportare di trovarsi li, non dopo quello che era successo, non voleva che succedesse di nuovo e perciò si alzò di scatto, lasciando evaporare il suo calore dalle braccia di Matteo. Gli lanciò un bacio con la mano e poi corse via, più veloce che poteva, sulle sue scarpe col tacco nuove e messe per la prima volta in occasione dell'appuntamento.
-Chiara!- gridò sgomento, ma la bruna chioma della ragazza era già lontana. Passò la giornata a telefonarle, tempestarla di messaggi, ma lei non rispose. Cosa aveva fatto per farla reagire a quel modo? Non si capacitava del suo repentino cambio d'umore. Eppure Vale l'aveva descritta come la ragazza più dolce del mondo, "persino troppo per uno come te" aveva aggiunto ridendo.
Aveva bisogno di sapere qualcosa di più e l'unica che potesse essergli d'aiuto era proprio Vale. Cercò nella rubrica e compose il numero. -Ciao, ho bisogno urgente di vederti- le disse.
-Che succede- era preoccupata per il tono della voce di Matteo. -C'entra Chiara? Cosa è successo?-
-Si... eravamo in giro, poi ci siamo fermati al parchetto in fondo alla città e lei è fuggita...-
-Ahi, ho paura che tu abbia involontariamente combinato un guaio...-
Vale spiegò a Matteo cos'era successo un anno prima, il ragazzo non seppe che dire, ma aveva in mente un modo per farsi perdonare.
Qualcuno le stava bussando alla porta lei scese velocemente le scale - Chi è? - chiese dal citofono una voce un po metallica rispose - C'è una consegna per Chiara Pontenuovo - andò verso il cancello dove un fattorino aveva in mano una scatola beige quadrata con un fiocco color cioccolato, la prese e corse in cucina. La aprì velocemente dentro vi erano dei fogli tutti bianchi li sollevo e li mise sul tavolo al fondo della scatola c'era un cartoncino rosso con una scritta bianca "Vorrei scrivere i capitoli della mia vita con te per farli diventare nostri". Le lacrime di Chiara si trasformarono in gioia decise di chiamarlo.
Lei sentiva che lui era davvero molto speciale la faceva sentire una dama, non principessa e nemmeno regina ma dama si quella a cui lui aveva rapito il cuore.
I ti amo i ti voglio bene le frasi nei messaggi, le vacanze al mare in montagna, le nuotate i baci nell'acqua salata il fare l'amore sul bagno asciuga di notte, tutto quello per lei ora era un semplice ricordo che la faceva soffrire, dove aveva sbagliato? Si chiedeva. Avrebbe voluto cullarsi fra le sue braccia ma ora le rimaneva che il dondolo a cullarla.
Qualcosa doveva fare, provare a riconquistarlo sarebbe stata una buona idea ma come? Come si riconquista il proprio uomo? Si chiedeva guardando l'orizzonte.
Era tardi pomeriggio e Chiara si stava per mettere in viaggio, aveva organizzato una caccia al tesoro e aveva inviato degli indizi a Matteo. Non le interessava riconquistarlo con abiti provocanti ma bensì con una sorta di gioco, la cosa sarebbe stata molto piacevole per entrambi.
Aveva prenotato una stanza in un agriturismo in collina, immerso nel verde e con un maneggio di cavalli,la sua passione amava cavalcare appena ne aveva l'opportunità. 
La stanza era romantica dalle lenzuola all'arredamento in fondo lei aveva buon gusto essendo una desainer.
Matteo stava cercando di capire cosa avesse in mente Chiara aveva ricevuto dei messaggio con degli indizi ma lui non era un tipo intuitivo e questo a lei era sfuggito, comunque decise di sforzarsi un po. Prese l'auto e seguì le indicazioni fermandosi ad ogni postazione che lei le aveva indicato trovando sempre altri indizi. Nell'ultimo c'era scritto: nel verde dove inciamperai un cavallo cavalcherai..... Sorrise e pensò che era proprio pazza la sua Chiara ma a lui piaceva tantissimo.
-Buona sera è arrivato nell'oasi verde- le disse un ragazzo alto dal naso pronunciato Matteo sorrise -Deduco che il cavallo sia per me-, -Certo aspetti che l'aiuto-. Matteo non era mai salito su un cavallo ed era timoroso, ma appena in lontananza vide Chiara sembrava che la paura fosse svanita lasciando spazio alla felicità.
-Buona sera amore mio, finalmente mi hai trovata-.
Chiara guardava l'orizzonte, un anno dopo quel maledetto giorno.
Non era da lei fare improvvisate ma quel mercoledì voleva fargli una sorpresa, si presentò a casa di Matteo, aveva affittato un monolocale in centro e le aveva dato le chiavi, quel pomeriggio si mise comoda sul divano ad aspettarlo in biancheria intima voleva follemente fare l'amore con lui. Quando sentì aprire la porta si accorse che non era da solo decise di nascondersi nell'armadio in camera da letto. A mano a mano che si avvicinava Chiara era consapevole che con lui vi fosse un'altra donna il cuore le si sprofondò a terra. Uscì dall'armadio gli occhi gonfi dalle lacrime lui la fissò mortificato mentre lei si rivestiva in fretta sotto lo sguardo trucido e gelido della nuova conquista.
Ed ora se ne stava seduta con il pensiero fisso sui ricordi con lui, lo amava ancora e lo aveva amato alla follia. Sapeva di averlo perso per sempre.

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