SCRITTO DA: MASSIMO FERRARIS - MARISA CAPPELLETTI - BLACK SOUL - RITA MAURIZI - PAOLO ALBERTIN
Fin da piccola Mina possiede un dono raro, che mai ha voluto confidare a qualcuno, nemmeno ora che ha ventidue anni e un grande amore, ed è quello di parlare con gli angeli. Non solo con il suo, che di nome fa Licinio ed è pure simpatico, ma con quelli di tutti quelli che incontra e conosce. Si, perchè a lei basta scambiare due chiacchiere con un'estraneo, anche solo per chiedere l'ora, che l'angelo di questo appare e le parla.
La prima volta che ha conosciuto Licinio aveva sei anni, il giorno prima di iniziare la scuola. La mamma aveva insistito che per il primo giorno facesse le trecce ai suoi lunghi capelli, ma lei aveva pestato i piedi quando la nonna aveva iniziato la lenta opera di acconciatura. Non c'era stato verso, la nonna l'aveva avuta vinta e lei le aveva rivolto una frase che aveva pesato sul suo cuore negli anni a venire: -vorrei che morissi!-. Quella notte l'angelo si era seduto sul letto accanto a lei, con le sue piccole ali luminose in vista e le aveva parlato. In tutti quegli anni Licinio le era stato vicino, consigliandola ed aiutandola nei momenti difficili. Aveva imparato a gestire il dono e presto gli angeli, e anche il suo, comparivano solo se lei voleva.
Nemmeno a Lorenzo aveva detto niente; lui possedeva un angelo bellissimo, molto più alto del suo e con due ali grandi, dal nome Sebaste. Lui e Licinio non si sopportavano molto e la ragazza si divertiva un mondo quando entrambi cercavano di consigliarla in modo del tutto diverso.
-Devi seguire me, in fondo sono io il tuo custode- diceva Licinio.
-Ma io lo faccio per il bene di entrambi- rispondeva Sebaste.
Mina rideva ascoltando i battibecco, tante volte davanti a Lorenzo, che la guardava sorpreso, non capendo il motivo dell'ilarità. -Sono solo felice- gli rispondeva serena.
Certo Licinio aveva la precedenza con i suoi consigli, perchè lui era il suo Angelo personale, di lui ci si poteva fidare ciecamente. Sebaste prima pensava a Lorenzo, poi a lei, dunque veniva dopo.
E poi, pensava Mina, se un malaugurato giorno io ed il mio bell'amore dovessimo litigare a morte, per disgrazia lasciarci, Sebaste potrebbe consigliarmi male per proteggere Lorenzo.
Mina era giovane ed anche se ormai conosceva da tanto gli Angeli, non capiva che questi splendenti esseri , anche se simpatici ed a volte anche bonariamente litigiosi, erano al di sopra ed al di là delle miserie umane.
Certo Lucifero, ai tempi, non era stato un bell'esempio ed agli uomini, almeno a quei pochi fortunati che potevano vedere e sentire questi esseri celestiali, qualche dubbio era lecito avere sul loro modo di agire! Ma di casi limite son piene le storie delle religioni e non é detto che si debbano ripetere.
Dunque Mina si sbagliava su Sebaste , perchè lui voleva solo il bene di entrambi i giovani. O, perlomeno, lo aveva voluto fino a quel fatidico giorno d'aprile.
Licinio si era seduto sul gradino più alto davanti alla Chiesa del Sacro Cuore e attendeva che arrivasse Lorenzo con il suo Sebaste.
Mina aveva ricevuto la telefonata dal ragazzo la sera prima; doveva parlarle!
La ragazza cominciò a chiedere a Licinio di starle più vicino ma lui, indispettito dall'arrivo di Sebaste, mise il muso e rimase dov'era.
Lorenzo cominciò a parlare a Mina e a spiegarle che lui non l'amava, che lei era una ragazza meravigliosa ma che il suo cuore...bla bla bla... Mina cominciò a piangere, ma non perchè Lorenzo le avesse detto queste cose... Lei era preoccupata solo di Sebaste...si era innamorata di lui. La tranquillità dell'angelo custode di Lorenzo e la dolcezza senza pari avevano fatto breccia nel cuore della timida e dolce ragazza e Licinio se ne era accorto. Eccome! Per questo alla fine non aveva mai voluto che Sebaste si avvicinasse troppo a Mina.
Licinio avrebbe dovuto lavorare parecchio per poter consolare la ragazza e a Sebaste di lei sembrava non importare nulla. Freddo e distaccato la salutò con un cenno della mano, fu Lorenzo a dirle, non ti preoccupare, ti starò vicino.
Mina si accasciò a terra, ferita nel profondo del suo cuore, e a lei vennero parecchi angeli che si trovavano nei dintorni, Licinio rimase basito nel vederli, ognuno di loro imponeva su di lei le sue mani per darle un po' di calore vitale, quello che si offre al proprio protetto quando il mondo gli crolla sotto i piedi. Quella sorta di forza celeste che non sai da dove arrivi quando tocchi il fondo. Quella che non basta a chi compie il gesto estremo del suicidio, rendendo l'anima a chi te l'ha concessa.
-Non puoi innamorarti di un angelo, dovresti saperlo- le dice Licinio. -Noi siamo puro spirito. E poi proprio di Sebaste ti sei dovuta invaghire?-
-Lo so, ma io mi sono innamorata di come è, di come si è sempre comportato con me. Solo che non credevo potesse dimostrare tanta freddezza quando ci siamo lasciati-.
-Ma tu ti sei lasciata con Lorenzo, ricorda. Non pensavo, dopo tutti questi anni, di doverti spiegare come funziona la cosa-.
Mina guarda il suo angelo e prova un amore immenso nei suoi confronti. Gli esseri come lui sono attaccati alla persona amata e la proteggono, cercando di lenire i dissapori, aggiustare le situazioni, ma quando due innamorati si lasciano, come nel caso di lei e Lorenzo, allora l'angelo deve fare la scelta obbligata, seguire il suo umano.
-Perchè la mia storia è finita?- gli chiede, sperando in una risposta.
-Perchè lui è un debole, la colpa non è tua. Lorenzo ha il difetto di essere troppo superficiale e questo grazie a Sebaste-.
-Vorresti dire che voi plasmate i nostri caratteri?- dopo tanti anni Mina aveva ancora tante cose da imparare.
-Noi siamo voi e voi siete noi. Il nostro compito è quello di guidarvi, ma siete voi che dovete comprendere la strada da percorrere. Non posso dirti molto di più sulla nostra origine, come tu sai, ma ti posso svelare un segreto: tu sei la sola che può vederci, ma con il nostro aiuto puoi aiutare gli altri a sentirci. Anche a Lorenzo-.
Mina aveva un nuovo scopo ed era pronta ad accettare la sfida lanciatole da Licinio.
Mina sapeva che il suo compito non sarebbe stato facile , immaginava le facce delle persone a cui avrebbe detto "Vi aiuterò a parlare con i vostri angeli!" Sicuramente l'avrebbero presa per pazza . Non tutti avrebbero capito , creduto , e qui non c'entrava niente la fede che spesso è solo consuetudine , è imparare a memoria gesti e parole solo perché così ci hanno insegnato. Persone speciali come lei e Lorenzo c'erano da qualche parte e sicuramente già si lasciavano accompagnare dai loro angeli. Mina pensò che doveva avvicinarsi e parlare con uomini e donne che vivevano nel tormento , che si lasciavano trasportare dall'egoismo , dall'indifferenza, dalla rassegnazione insomma doveva svegliare le coscienze perché solo in questo modo la parte di noi , l'altra , ci avrebbe permesso di sentire la voce che ci avrebbe guidato e soprattutto ci avrebbe permesso di far uscire il buono che è in ognuno di noi. Licino era al suo fianco e Mina iniziò il cammino e la sua missione
"Licino voglio chiederti scusa se per un attimo ho visto soltanto il buio ma è normale sono umana e il dolore fa parte della vita non bisogna combatterlo né annullarlo ma imparare a conviverci . Ho molta strada da fare ma tu sei e sarai con me e questo mi basta"
Mina scoprì che se ti percorre la gioia, i residui di lacrime cambiano sapore. Quel sale ruvido si muta in spuma ariosa vanigliata. Ora che aveva preso coscienza dell'immenso giacimento di amore che non sapeva di possedere, riusciva a stento a mantenersi seria; il riso le sgorgava dall'anima copioso; e simultanee a lei, le rondini spruzzavano l'aria di gorgheggi allegri e altalenanti nelle picchiate repentine delle loro traiettorie; le fronde degli alberi vibravano echi argentini al passare capriccioso del vento. Se il sole è bello? Ma la pioggia ancor di più! Mina danzava la musica del cosmo, scandita in armonia sincrona da ogni atomo ubbidiente.
Ora capiva, ora sapeva che cosa aveva perso fino a quel giorno. Licino era abbagliato da quel bacio di Dio: si voltò con pudore, e per la prima volta dalla creazione del mondo, pianse.
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