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mercoledì 19 marzo 2014

Il vento

SCRITTO DA: GIOVANNA S' - MARISA CAPPELLETTI - GIUSEPPE RUSSO - MIRIANA KUNTZ - FRANCESCA P. - MASSIMO FERRARIS - RAINALDA - DOMENICO COCOZZA - RITA MAURIZI - LIVIO BARBATO - TRILCE MARSH VAZQUEZ - DANILO BATTISTELLI

Quando le nuvole s'increspano nel cielo basso e premono sul mare grigio ferro; quando le onde iniziano a intrecciarsi tra loro e formano minacciosi disegni, a spina di pesce: allora già lo so che, di lì a poco, arriverà il vento.
Lo aspetto, e poi lui viene. Inizia il suo mugghiare misterioso e solenne. Discende il canalone, rotolando in un gioco che non fa ridere, attraversa i castagni e i lecci, e la sua voce diventa un mormorio continuo: non è un lamento, forse nemmeno una minaccia, eppure lo temo: è più forte di me. A tratti squassa e scuote persino i pochi e sottili cipressi, che scuri, spennellano il cielo plumbeo. Cambia registro, quando attraversa la macchia: le frondose dall'alto fusto, il sambuco, il carrubo, qualche palma e il banano, capitati qui, per caso e continuamente lambiti, minacciati, dal freddo inatteso. Ulula quando trova le forre, gli spacchi e le grotte di questa terra bianca e scura. Spazza le chiome serrate delle piante basse e profumate, avvinghiate al calcare sofferto, rigato dal tempo: il finocchietto, l'origano, la borragine, la malva e la cerulea lavanda. A tutte impone la sua legge e ne strappa i semi; come figli emigranti li porta lontano.
Il vento passa pure sulla mia casa e non mi parla, però mi avverte: scuote le assi, s'infila negli spigoli e nelle fessure e preme, suona e fischia.
Il vento passa pure sulla mia vita, di tanto in tanto, e la rimescola senza rispetto; ricordandomi che tutto e niente, amore e odio, vita e morte, cambiano e passano; rigirando le cose in modo che dopo, esse, non siano mai più le stesse.
Il vento mi fa paura un po', ma è inesorabile e, temo, necessario.
Il vento del nord arriva improvviso dalle montagne lontane, é freddo quasi mai leggero, severo come la mia terra.
La notte si abbatte sui pioppi davanti a casa, rovescia vasi di timidi fiori e spezza vecchi rami legnosi e vuoti. 
Non mi fa dormire, mi riempie la testa e mi riporta ricordi di quello che é stato.
Mi affascina, il vento. Sa trasportare nuvole e foglie, polvere e desideri, pioggia ed insetti, vite e passioni.
Il vento é fuori e dentro di me, veicolo e metafora, tramite o protagonista; tutto scompiglia ed a volte spariglia le carte dell'esistenza, ma non é possibile fermarlo: bora o scirocco che sia, favorevole o contrario, mi spinge e mi accarezza, mi travolge e mi segue, amico o nemico, ma compagno costante di questo cammino.
E' sempre con me, il vento. 
Questo frullare continuo e impetuoso, oscuro e raggiante come la peggiore delle centrifughe emozionali. Freddo, quasi gelido: il gelo che graffia e mi scortica la pelle.
E' sempre con me, il vento. Quando tutto sembra andare bene, irrompe con la sua tenacia e fa crollare anche il più complesso castello, la più intima emozione. Quando tutto sembra andare male, ritorna e mi fa girare: mi chiude gli occhi, il vento. E girando, mi fa dimenticare: come una trottola lasciata al suo roteare.
Ecco perché ricerco il vento, ecco perché aspetto con ansia il suo arrivo e godo sentendo la mia pelle raggrinzirsi. E' una forza purulenta e mai soddisfacente: vuoi berla continuamente. 
Assaggio il vento a volte, ma non riesco a percepirne il sapore, ovviamente. 
Chissà che sapore dovrebbe avere dopo aver toccato piume di pavoni e limoni ancora acerbi. Un miscuglio di colori e sapori che un po' si possono ammirare grazie alle tonalità che dona alle nuvole. 
Ma non è lui che dipinge le nuvole: lui le plasma soltanto.
Un'illusione ci regala, e lo fa così divinamente che a momenti ci casco anch'io.
E' sempre con me, il vento, ma non me ne vanto. 
Maschera puntuale della più velata saggezza.
Era qui anche nell'ultimo giorno d'estate, conficcato tra la sabbia leggera, mi scivolava sul corpo ambrato quasi come seta, sembrava godere dei miei movimenti inesistenti, del mio sostare inerme accanto a lui, con le gambe tese e attente, le dita infossate nella sabbia, la testa all'indietro, e lui biricchino come pochi si prendeva gioco della mia frangia scomposta. Era lì quando invece arrivato l'inverno osservavo da sotto il mio cappotto le vetrine imbandite di un Natale bianco crema. Sembrava spingermi a comprare pasticcini decorati, e a tratti lo sentivo prendermi la mano, passarmi di spazio in spazio fino ad addormentarsi arrivati a casa, legato alla mia finestra. 
Mi addormento, e lui non fischia più.
Il Vento, adoro la sua voce e la sua tenacia. Amo la sua brezza, quando d’estate calda mi accarezza. Guardo le bandiere danzare, e le vele in mare sfrecciare per poi rallentare e lasciarsi cullare.
Il Vento, è la parola del tempo. Quando soffia… parla. E io? Io, mi soffermo e lo ascolto, a volte il suo è solo un gentile sussurrare, altre volte grida feroce, si trasforma in un vortice... è la natura che si impone, solo il vento può fare ciò che vuole e si fa capire bene, altroché.
Il Vento, è sempre in movimento… sa che non si può fermare… modera l’impeto ma solo per riposare. 
Fermarsi è perdersi, fermarsi è come morire. E’ il messaggio che arriva dal vento e io, Ascoltando il Vento…vivo.
Ma cos'è il vento? Perchè soffia sul mondo, accarezzandolo? Lo riesco a percepire con la mano, quando in una giornata estiva ti sorprende e ti ristora, quando dal finestrino dell'auto giochi a fare palle d'aria, quando qualcuno ti passa vicino correndo. Il vento, questa creatura divina fatta di niente, ma che se non ci fosse saremmo persi. Lo ascolto quando parla tra i rami, con voce infantile, o quando prepotente entra dalle finestre e quasi ti aggredisce col suo tono autoritario. Ma il vento è anche speranza, quando affidi a lui le parole del cuore; le raccoglie entrando dentro te, e poi le sparge per il mondo, in un turbinio di volti e umori. Il vento delle isole, dove non smette mai di correre, quello delle montagne, fresco e profumato, quello imprigionato tra i canaloni delle valli, quello che porta pioggia e quello che porta il sereno. Il vento che gonfia le vele e da da mangiare ai pescatori, quello che ti fa piegare in due dal freddo, quello che ti abbronza e non ti fa sudare e quello che vorresti arrivasse fino alla luna.
Ed infine il vento nei capelli, quelli della persona amata, che non smetteresti mai di osservarli volteggiare.
Il vento accarezza,
con la brezza d'estate
e ti illude creando fantasmi
di carezze mai date
di fiori che si strappano i petali
per volare via...
Il vento
stravolge i pensieri
sgomenta la tua sete
asciuga le tue labbra
che rosse si schiudono...
Il vento non tace mai
suona le corde della chitarra
che suona nella notte
dei pensieri allegri
che ti tengono sveglia
che ti fanno sognare
ad occhi aperti. ?
Il vento illude
e ti lascia ricordi struggenti.
Al vento mi affido
dono il mio corpo,
i brividi e il rossore.
Al vento do un bacio
che lo porti da te,
lassù ,in alto dove
non posso vederti.
Al vento regalo i miei
sogni che li spazzi pure,
insieme alle foglie. 
Al vento resisto 
tremante e mi lascio
schiaffeggiare.
Il tuo soffio è un continuo tormento
odi lontano un debole lamento
è quello di un bimbo
solo, quasi dimenticato
triste, molto malato
con aria persa 
guarda dalla finestra.
Tu, una foglia porti qua e là
e poi la lasci cadere
dove cadrà, dove chissà.
Una rondine vola 
ondeggiando su e giù
tu la spingi
fino a quel nido
sotto quel tetto.
E quel bimbo
anche se solo
per poco tempo
in cuor suo
è contento.
Il Vento, 
Fantasma sfuggente, lontano dagli sguardi nessuno ti fruga.
Illusione assente, i miei occhi non ti hanno visto.
Condannato a vagare di nascosto, il tuo vero volto è sconosciuto.
Il tuo respiro mi invade di delicatezze misteriose, la tua voce mi sussurra.
Sei inaccessibile e freddo, inafferrabile e fragrante, gentile e rigido.
Sento attraverso le foglie le tue note malinconiche, la tua presenza mi accompagna.
Sfiori la mia pelle, asciugando le mie lacrime, portatore di sensazioni ingannevoli.
Informe ed erratico, vuoto che vaga, appari senza mai mostrarti.
Impalpabile... come il destino.
Libero e folle il vento, 
che non lascia spazi dove abitare, 
non lo raggiungi ne lo prendi, ne ti risponde se lo interroghi.
Anima leggera e fiera, gira il mondo a primavera. 
Accarezza le lacrime dei bimbi, tocca i cuori nei giacigli,
le preoccupazioni dei più deboli e i sogni più benevoli.
Tiene compagnia al pensiero quello che da solo non vede più il cielo.
Sfuma le albe, i tramonti, porta i colori nei posti meno giocondi. 
Porta i petali dei fiori nei posti burrascosi, le carezze delicate 
nei luoghi abbandonati, ti abbraccia quando sei da solo che guardi il mare,
e sei nel tuo continuo sognare, sembra dire che ti ci porti,
ma ci credi tu al vento, che spazza via ogni tuo progetto, 
e il giorno dopo ti mostra il firmamento?.

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