SCRITTO DA: GIOVANNI BERIA - MASSIMO FERRARIS - RITA MAURIZI - ROBERTA BONETTI
Mi chiamo Sergio, sono un impiegato statale, un burocrate direte voi e avete ragione, e tra due anni, sei mesi, dodici giorni andrò in pensione. Ma oggi non sono andato a lavorare. No, non sono in ferie, tantomeno ammalato o in permesso per un qualsiasi motivo. E nemmeno domani ci andrò, e il giorno dopo, e quello successivo ancora. Non andrò più a lavorare. E allora?, chiederete voi. Mi sono stancato, ecco. Improvvisamente. Non proprio improvvisamente. A dire il vero non mi è mai piaciuto il lavoro che ho fatto fino a ieri sera, ore 16 e 30. Mi ha permesso di mantenere la famiglia, crescere e far studiare le mie due figlie, Adele e Martina. Ma l'ho odiato da subito. Non era quello il lavoro che avrei voluto fare. A me sarebbe piaciuto fare l'architetto. Progettare ambienti. Girare per cantieri, vedere realizzato quanto avevo pensato. E perché non l'hai fatto, allora, invece di lamentarti? Lasciamo perdere. Comunque adesso sono sul camper che mi sono fatto prestare da un amico, tanto lui non lo usa. Forse me lo venderà, e sto viaggiando con mia moglie verso il mare. E' da quando siamo partiti che non mi parla, fa il muso duro. Un po' ha anche pianto. Ma se non mi ha capito finora, non mi capirà più. Non importa. Non mi sono mai sentito bene come in questo momento. "Ti pentirai di quello che hai fatto." Aveva urlato, sì, urlato, quando sono entrato in casa e gliel'ho detto. Non mi ero ancora tolto il cappotto. "Partiamo domani per il mare; se vuoi venire, bene, altrimenti me ne vado da solo." Ho aggiunto. Non è stato un colpo di testa. Sono mesi che ci rimugino su. Quando Giacomo mi ha detto che non aveva alcun problema a prestarmi il suo camper, ecco il momento, mi sono detto. Ho programmato tutto. Mia moglie è venuta perché spera che cambi idea, ma non sa che ci vivremo sul camper, non sa fino a quale mare arriveremo. Li gireremo tutti, i mari. ?
Sento squillare un cellulare: ma non si era detto di non portarli? Maria mi guarda con l'espressione di chi se ne frega di tutto e tutti e risponde. Dalle parole capisco che è Adele, nostra figlia maggiore. E' preoccupata, non si capacita della nostra improvvisa partenza.
-Dillo a tuo padre- dice acida al telefono. Alzo gli occhi al cielo e sospiro. Forse è stato uno sbaglio obbligarla a partire con me, sradicandola alla sua vita fatta di figlie, nipoti e giri per supermercati. Riesco a capirla, e mi rendo conto di quanto sono egoista. Lei è sempre stata buona, accondiscendente, ed io ho sempre e solo preteso. E' giusto che faccia qualcosa per lei, così al primo autogrill mi fermo, con la scusa di andare in bagno. Ci prendiamo un caffè, giriamo tra gli scaffali, acquistiamo alcuni viveri e quando è il momento di pagare mi scuso con il cassiere.
-Resta qui un attimo- dico a mia moglie, -ho dimenticato il portafoglio nel camper.-
Esco, metto in moto e parto, abbandonandola li, a cinquanta chilometri da casa, con in mano gli oggetti che gli ho consegnato, quasi fossero l'ultimo regalo da parte mia. Accendo la radio e mi metto a cantare imitando le note di una canzone sconosciuta. Un bambino mi osserva da dietro il vetro della macchina, e io mi ritrovo a fargli le boccacce, ritornando bambino a mia volta.
Mi sembra di essermi spogliato dalla scorza della responsabilità e autocontrollo che un uomo della mia età dovrebbe conservare. Ma adesso, solo in questo camper, a 58 anni, mi sento come un ragazzino che ha davanti tutta la vita. Me la voglio godere, guidare sino a che le forze me lo consentono, dormire sotto le stelle, nuotare, scoprire il mondo e riprendermi quello che una vita di lavoro mi ha rubato. Non so quanto tutto questo potrà durare, ma due parole mi affiorano nella mente: carpe diem...
Certo lo so , è da stronzi lasciare ogni cosa , non il lavoro intendo anche se di questi tempi ...ma la famiglia che bene o male mi è sempre stata vicino . Ma non posso rimproverarmi niente , si di errori ne ho fatti ma chi non li fa! Ho dato poco ascolto alle loro parole ,alle loro lamentele ma non gli ho fatto mancare nulla e a me , che è sempre mancato qualcosa . Mi sono sentito imbottigliato in una vita che non era la mia , presente fisicamente ma distante con lo spirito , ecco questa è la verità ed ora che non sono diventato irrimediabilmente decrepito per farlo, voglio vivere. Voglio dare spazio all'imprevisto a quel sano incerto che ti fa accogliere le giornate così come vengono senza programmi, senza orari da rispettare , senza scadenze . Libertà di essere . Apro il finestrino e l'aria frizzante che mi taglia il viso mi sembra linfa vitale , la respiro e respiro per la prima volta. Decido di lasciare l' autostrada , voglio percorrere le strade meno anonime , quelle fatte di case e di gente.
Sorpasso una ragazza che fa l'autostop , la guardo dallo specchietto , la vedo maledirmi per non essermi fermato . Accosto tiro fuori il braccio e gli faccio segno di salire.
Bassa, riccia e con un fare un pò isterico, sale sul camper. «Ciao! Scusa se imprecavo, mi sono incazzata perchè è passato di tutto da due ore che sono lì, nessuno mi ha filata, un tale ha anche finto di buttarmi sotto! Ti rendi conto? Grazie comunque eh!» Si accomoda, riaccendo il motore, lei si leva le scarpe. «Quanto costa alla gente essere cordiale? Che cavolo! Si dice renda migliori aiutare qualcuno in difficoltà, capisco che si è titubanti, magari qualcuno ha paura di caricarsi un soggetto poco raccomandabile, non so se capisci cosa intendo! Ma mi vedi? come potrei essere poco raccomandabile io? Arrivo ad un metro e cinquanta, mi si fa fuori con un soffio! Ti starai chiedendo allora perchè io non ho avuto paura di chi poteva capitarmi a darmi un passaggio, hai ragione! Ma ho lo spray al peperoncino?, funziona! Una volta l'ho usato su un tipo che mi seguiva, poi sono scappata ed il tipo ha smesso di inseguirmi! Sono sicura che fosse un matto! Te si vede che non lo sei.. almeno credo.. che avrai 60 anni? Gli anziani sono gentili!» Ma quanto parla? Maledetta la mia cordialità! Ed io che già avevo in mente di accendere la radio e di gustarmi in pieno la mia ribellione.. ora che ci penso bene.. cosa ho fatto? Freno bruscamente e mi fermo di botto a centro strada. «Che è successo? Abbiamo bucato? Mi hai fatto venire un colpo! Sei impazzito? Non si fa così con una donna che..» «Perchè urli?» le dico infastidito. L'unica cosa che sono riuscito a dire paralizzato dalla ventata di consapevolezza che improvvisamente mi ha colto. Lei ora è zitta e mi fissa, finalmente. Con quel parlare a raffica non riesco a pensare. «Dai sembri uno che sta scappando, ancora ste cose alla tua età? Almeno io sono giovane potrei avere mille motivi per scappare, bhe! Uno soprattutto» Mi sta stufando «Cosa? Perchè dovresti avere più motivi di me»«Sono incinta.»
-Ma quanti anni hai- le chiedo sorpreso. Sembra poco più di una bambina, forse ho fatto male a caricarla, se mi fermano le forze dell'ordine finisco dentro per pedofilia.
-Diciotto, compiuti ieri- poi come se mi avesse letto nel pensiero, aggiunge -stai tranquillo non corri pericolo.-
-E... il padre? I tuoi genitori?- Vedo che sbuffa questa domanda, forse non ho il diritto di chiederle nulla. Ma poi sembra ripensarci e comincia a raccontare.
-Si chiama Eros, proprio come il Dio dell'amore, ma di lui non ha proprio nulla. Siamo usciti insieme qualche volta, poi una sera mi ha chiesto di fare l'amore, ma io ho rifiutato. Sembrava fosse finita li, invece due notti dopo, quando stavo rientrando a casa da un giro con le amiche, me lo sono visto arrivare sotto casa con la macchina. Ha voluto che salissi, per parlare, scusarsi del suo comportamento... Piccolo bastardo, aveva già pianificato tutto: mi ha portata in campagna e li mi ha violentato. E questo è il risultato- mi mostra la pancia, appena accennata. -I miei genitori non sanno nulla, non ce la faccio a metterli in mezzo. Sono brave persone, ho un fratello più piccolo che ama studiare e si merita tutto il loro affetto.-
-Ma non puoi abbandonarli così... Devi denunciare Eros, spiegare la situazione ai tuoi genitori. Vedrai che capiranno ed insieme troverete una soluzione.-
-E tu, che mi dici di te? Mi sembra che anche tu stia scappando- e così dicendo mi spiazza, mi mette davanti la cruda realtà, quella di un sessantenne che ha paura di continuare a vivere la sua vita.
Lei scappa assumendosi responsabilità sicuramente più grandi lei e io fuggo dalla noia che mi sono creato , perché avrei potuto cambiare rotta insieme a Maria dando alle nostre giornate un sapore diverso e metterci un po' di sale invece di starmene rannicchiato con i miei malumori. Già e io che faccio la paternale a questa ragazzina , forse non sono migliore di Eros , anche io ho violentato le vite dei miei figli , di mia moglie fuggendo , ma adesso devo cambiare la gomma .
Per fortuna non ci vuole molto ho abbastanza pratica considerando tutte le volte che sono dovuto accorrere in aiuto a Maria . Certo che ne ha distrutte di macchine e pneumatici che asso!
"Allora si riparte ? "
" Si torniamo indietro "
"Come scusa?"
" Hai capito benissimo ti porto a casa hai un figlio a cui pensare non credi? "
Lei mi guarda con le lacrime agli occhi , la sua esuberanza sembra svanita
"Non subito ti prego , domani, per favore"
Le dico di si con la testa , sarà il mio giorno di vita , di libertà poi torno alla base ma prima devo chiamare Maria e spiegarle.
"Stronzo!" Mi urla ma so che ha capito perché era tanto tempo che non la sentivo urlarmi contro , è tornata l'emozione.
0 commenti:
Posta un commento
Cosa ne pensi?...