SCRITTO DA: MASSIMO FERRARIS - MARISA CAPPELLETTI - PAOLO ALBERTIN - RITA MAURIZI
Quando proposi ad Anna di andare ad abitare insieme quasi le venne un colpo; forse perchè glielo dissi mentre stava letteralmente ingurgitando una fetta di pandoro, durante le feste natalizie. Dovetti intervenire in modo drastico, come visto nei telefilm di Gray's anatomy, afferrandola da dietro e usando la manovra di Heimlich. C'era mancato poco che la nostra storia finisse ancora prima di cominciare, ma dopo aver proiettato il boccone verso la tv si riprese. Erano cinque anni che uscivamo insieme, non eravamo più ragazzini ed ormai occorreva regolarizzare il nostro rapporto che tra l'altro filava liscio come l'olio. Io avevo un ottimo lavoro in banca, lei insegnava matematica alle scuole media con posto fisso. Non navigavamo nell'oro, ma neanche stavamo messi male. Prima di darle la seconda notizia della serata aspettai che non ci fosse cibo nelle vicinanze e che lei si fosse ripresa. -Possiamo comprare una casa. Un nido d'amore tutto per noi- Dio come ero romantico, -la possiamo acquistare con un mutuo e pagarcela negli anni a venire.-
Lei si gettò tra le mie braccia, mi coprì di baci e vi lascio immaginare come andò a finire la serata. Ancora non sapevano verso quale avventura veleggiava la nostra storia, essendo presi, come eravamo, dall'euforia del momento, fatta di villette con giardino, attici con vista panoramica e open space da duecento metri quadrati. Ma la dura realtà non tardò a farci fare il conto con il presente; le case si trovavano, ma quelle che avevamo sognato parevano molto, ma molto lontane dalla nostra portata. Dovevamo forse trasferirci in Australia e mettere tutto nelle mani di quei ragazzoni di Fratelli in affari, specializzati in miracoli immobiliari? Rimanemmo con i piedi per terra e ci affidammo all'agenzia dal nome che era tutto un programma: Studio Pericoli!
Il signor Pericoli in persona, dopo averci fatto compilare alcuni questionari che ci portarono via almeno due ore e che trascuravano solo di esigere dal cliente la taglia dell'intimo, tanto per usare un eufemismo. iniziò subito a proporci appartamenti molto al di sopra delle nostre possibilità.
Frenando il suo ed il nostro entusiasmo, indirizzai le mie aspettative su due camere e cucina, magari un balcone, alla prima periferia della città.
Certo, Anna appariva meno contenta di quando le avevo proposto di sposarci e di acquistare casa ma, si sa, col tempo i piedi si mettono ben saldi sul pavimento, dove devono restare e lei, col tempo, avrebbe capito.
In fondo bastavano il nostro amore ed i nostri sogni.
O no?
Il dubbio si insinuò nella mia mente quando vidi lo scambio di occhiate tra la mia adorata ed il signor Pericoli.
Curiosità, simpatia tra estranei oppure intesa? Ma che tipo di intesa?
Quel pomeriggio il sole era caldo e soffuso per la prima volta dopo giorni di pioggia. Parcheggiammo davanti al condominio in via Verdi, zona di costruzioni recenti e cantieri aperti - neanche un negozio vicino, manco il panettiere - e mentre aspettavamo qualcuno dello studio Pericoli ci guardammo un po' attorno. La struttura si slanciava su otto piani; sembravano tutti abitati, a giudicare dai vasi di fiori sui poggioli degli altri appartamenti. A prima vista sembrava di buona fattura, recentemente costruito e con l'intonaco ancora in buono stato. Aveva un gemello di fronte a circa duecento metri, ma il nostro appartamento sarebbe stato al quarto piano.
Intorno, due cantieri ancora aperti ma senza operai, betoniere lasciate incustodite e mucchi di sabbia.
Il quartiere era stato sviluppato da circa cinque anni, forse per questo mancava dei servizi essenziali?
"Scusa Anna, ma sei sicura di venire a vivere qua?" mi sembrava strano che una abituata ad avere il supermercato sotto casa si adattasse a quel deserto.
"Vedrai, vedrai che piacerà anche a te." Le brillavano gli occhi, non me la raccontava giusta, come se sapesse qualcosa che io ignoravo.
Mi stavo accingendo a fare il terzo grado alla mia amata, quando arrivò la segretaria del signor Pericoli.
Katia, questo è il suo nome, una bella ragazza in minigonna, trucco e acconciatura alla Amy Winehouse, ci raggiunge e ci saluta. Anna gli dice ciao come se la conoscesse da una vita. Questo suo sentirsi gasata a questo modo mi infastidisce, in fondo lei è la segretaria dello studio e noi i paperoni che dobbiamo pagarle lo stipendio. Ci fa strada verso l'interno del condominio, molto ampio e pulito, con due piante di anthurium che troneggiano all'ingresso. L'ascensore è di ultima generazione, silenzioso e con un grande specchio. Saliamo al quarto piano e la porta si apre su un pianerottolo su cui una bella bionda è in attesa. "Cominciamo bene", penso tra me; se questi sono gli inquilini il posto inizia a piacermi. Anna la saluta, come se la conoscesse, e si stringono pure furtivamente la mano. La guardo con un grosso punto interrogativo sul viso e lei mi dice imbarazzata che è stata una sua alunna. Faccio due più due, ma i conti non tornano. Troppo poca differenza di età, ma lascio stare, stiamo per entrare nell'appartamento.
Centoventi metri quadri, doppi servizi, due cabine armadio, cucina con penisola multiaccessoriata, terrazzo da trentacinque metri con angolo gazebo, doppio garage, sala con vetrata vista collina e via di seguito. Rimango scioccato dall'appartamento, è una vera meraviglia. -Ma il prezzo?- chiedo timidamente, ben sapendo il valore degli stabili nella zona. La ragazza fa con la mano il segno come dire "una sciocchezza, dettagli..." e continua, a braccetto di Anna il giro dell'appartamento faraonico. Mi sento soffocare e mi dirigo verso il terrazzo per respirare una boccata d'aria fresca.
-Ciao, sei nuovo?- mi sento dire e voltandomi scopro nel terrazzo vicino due tipe da paura che prendono il sole in bikini.
Un paradiso terreno ecco cos'era ! Un arem vero e proprio , solo donne almeno fino a quel momento non c'era ombra di maschi tranne me . Anna era sempre stata un po' gelosa e mi sorprese molto il fatto che non fece commenti a proposito e non mi lanciò occhiate Lucifere. Ma non potevo farmi troppe domande , io avevo proposto di andare a vivere insieme e se lei era contenta lo ero anche io.
" Ha perso la lingua ? "
Le stangone insistono
"No scusate , si sono nuovo , ma non sono da solo, c'è anche, Anna la mia compagna"
"Si , si certo Anna , la nostra cara Anna"
Anche loro conoscevano la mia adorata matematica , mah mai saputo niente di tutte queste amicizie avvenenti!
Rientrai sentendo la mia dolce metà chiamarmi
" Albino ! Dove sei ? Allora ? Che ne dici? Fa proprio al caso nostro non trovi?"
Mi trovo sul terrazzo a sorseggiare un bel Martini, mentre Anna è momentaneamente occupata con le vicine. Devo una spiegazione doverosa a chi si chiede in che diavolo di posto sono mai andato ad abitare. Cominciamo da Anna, la mia ormai dolce metà; come tutte le coppie anche noi avevano i nostri bei segretucci e solo grazie all'incontro fortuito con Katia dello Studio Pericoli sono saltati fuori. Lo stabile in cui vivo felicemente ed acquistato ad una cifra irrisoria grazie agli agganci della consorte, è occupato per buona parte da bellissime donne, con le quali sono diventato ottimo amico e frequentatore. Non fraintendetemi, niente secondi fini, solo qualche cena in allegria. Prima di diventare insegnante di ruolo, Anna si occupava di moda qui a Milano, presso una nota agenzia pubblicitaria. Era piuttosto brava, e un'ottima organizzatrice di eventi, tanto che anche a lavoro di professoressa ottenuto, il suo ex capo non ha voluto mollarla. Aveva un gran fiuto per riconoscere il talento di una modella e non sbagliava un colpo. Quando le ho domandato il perchè nascondermi tutto questo, lei è arrossita e mi ha risposo candidamente: "Ero gelosa...". Aveva paura che portandomi per sfilate mi sarei potuto invaghire di qualcuna di loro, cosa del tutto improbabile, visto che sono perdutamente innamorato di lei. Certo, quando le ho per casa non giro gli occhi dall'altra parte... L'agenzia ha in affitto quattro appartamenti nel mio condominio, dove alloggia le modelle quando vengono a lavorare in città, e quindi è qui spiegato il motivo della loro conoscenza con Anna. Lei si è fatta convincere, così ha ripreso a lavorare -rigorosamente in nero- presso l'agenzia pubblicitaria. Con quello che guadagna riusciamo a pagare il mutuo e la nostra vita non ha problemi. Ora devo andare, mi aspetta una cena con otto modelle e devo ancora preparare una pentolata di insalata di pasta.
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