SCRITTO DA: MASSIMO FERRARIS - ANONIMO - RITA MAURIZI
Claudio aveva avuto un dono al momento della nascita, quello di saper raccontare le bugie. Riusciva a far sembrare credibile anche la più assurda delle storie e non aveva difficoltà ad inventarsene di nuove al momento del bisogno. Era cresciuto con la testa nelle frottole, lo avevano aiutato a tirarsi fuori dai guai, a guadagnarsi il rispetto degli altri. Ormai la soglia tra la verità ed il falso non esisteva più, le adoperava entrambe a proprio vantaggio.
Questa dote l'aveva spinto a cercare di fare i soldi nel miglior modo possibile, con la menzogna, sfruttando gli altri a proprio vantaggio.
Era riuscito a mettere in piedi un business nel campo delle opere d'arte, dove in pochi anni era diventato il boss incontrastato dei pittori emergenti. Si rivolgevano a lui nella speranza di sfondare, e quando riusciva ad adocchiare qualche genio faceva in modo di lucrare su di loro.
Tutto questo sino a quando non conobbe Lisa, la donna capace di fargli girare la testa e frantumare lo status di onnipotenza che lo accompagnava dalla nascita.
La tipa, sorella di un pittore con cui Claudio era riuscito a concludere ottimi affari, era capitato per caso nella galleria d'arte, accendendo in lui il famoso colpo di fulmine.
Si erano subito presi in simpatia, grazie all'abilità di Claudio di rendersi più interessante di quanto non fosse in realtà. Lei aveva preso quelle informazioni col contagocce, e per la prima volta in vita sua si era sentito dire: -Non ci credo-.
Una semplice frase che l'aveva spiazzato e minato le consolidate certezze.
Non ci credo. Ma come? Io, l'Adone incontrastato, Io il contaballe perfetto. E ora? Ora cosa? Accidenti a lei, maledetta sorella di uno strampalato pittore. Si vede che doveva avere nelle vene qualche genio di pazzia. Pazza lei, che non voleva credergli. Troppo era l'orgoglio che mi vibrava in petto. Bene, dico. Facciamola finita. Vuole la verità? Gliela faccio vedere io, la verità. Sorrido,un sorriso forzato. Che si aprano le danze. Questa donna sconvolgerà la mia vita. Verità.
Claudio non si perse d'animo anzi cominciò a tramare "vendetta" non poteva accettare che qualcuno lo avesse messo in mutande e soprattutto quell'attrazione forte che provava per Lisa era nuova e ingombrante per la sua "contabilità".
"Tutti hanno dei segreti qualcosa per cui non vanno fieri . Anche Lisa avrà qualche scheletro nell'armadio ne sono certo e lo scoprirò! Ma prima devo farla innamorare di me "
La strategia era nella sua mente ma ora doveva partorire il piano e stabilire una tattica.
" Guerra sia ! E sarò io a vincere!"
Quella sera stessa aveva un appuntamento con il fratello che si faceva chiamare artisticamente Giò .
"Sfrutterò le mie doti mistificatrici per sapere qualcosa su Lisa "
Claudio curò il suo abbigliamento in maniera maniacale come era solito fare , la presenza e la cura dei dettagli erano la prima mossa per manipolare le persone .Questo lo aveva imparato bene ed era diventato un maestro .
Peccato che su Lisa l'abbigliamento proprio non funzionava. Sapeva di piacerle, ma era cosciente pure di avere a che fare con una tosta. Giò lo accolse con un caldo abbraccio. "Forse un po' troppo" pensò e lo fece accomodare. La sorella spuntò dalla camera da letto in gran tiro, lo squadrò e fece una smorfia che Claudio non riuscì a decifrare.
-Ciao, anche tu qui?- chiese a Lisa.
-Per poco, devo uscire, ho un appuntamento- Claudio provò un nodo allo stomaco. Era bella da mozzare il fiato, con l'abito giusto, il tacco alto e l'acconciatura da ragazzina ribelle. Non potè indagare oltre, così provò a lanciare un invito: -Una sera possiamo vederci-.
-Può essere, dipende se te lo meriti- lo stuzzicò lei. Era veramente un tipo tosto, di quelli da far girare la testa e con lei i giochetti non sarebbero serviti. La vide uscire e l'istinto fu quello di seguirla, ma si trovava li per il fratello e prima di tutto aveva bisogno di risposte.
-Vedo che mia sorella ha fatto centro- disse Giò, sedendosi vicino a Claudio. -Beata lei, io non riesco mai a colpire chi mi interessa- e dicendolo fece sbattere le ciglia come una falena. La temperatura nella stanza si fece immediatamente torrida. Claudio si alzò in piedi e l'altro si mise a ridere sguaiatamente.
-Non avere paura- lo tranquillizzò, -stavo solo giocando con te. Non sei il mio tipo, anche se comunque non sei da buttare, e poi io ho già il mio Luigi, l'amore della mia vita- lo disse puntando il dito verso una foto che li ritraeva insieme.
-Di cosa hai bisogno veramente?- chiese Giò, da vecchio volpone.
-Mi sono innamorato di Lisa- ammise Claudio, senza nessun ritegno.
Giò scoppiò in una fragorosa risata che lasciò Claudio in "panne" . Che sensazione sgradevole ! Mai aveva provato la sconfitta e la bocca di Giò gli stava dicendo proprio questo hai perso in partenza! Cercò di ridarsi un tono non voleva convincerlo di essere caduto dal suo piedistallo per colpa di sua sorella.
" Che hai da ridere ! Forse ho esagerato nel dire innamorato ma quando sono colpito da qualcosa provo amore a prima vista come per una bella tela. Dovresti saperlo"
" Si ,si come no . Non prendermi per un cretino non sei e non sarai l'ultimo in cui vedo quello sguardo quando si posa su Lisa. Ma sei un amico e voglio avvertirti, ti farai male , quelli come te li odia "
"Come me?"
"Si quelli che vanno a spasso con il proprio ego illudendo e spremendo le proprie vittime. Io faccio parte della schiera . E' stata Lisa ad aprirmi gli occhi , malgrado tutto però mi sei simpatico e forse vi meritate a vicenda "
Primo settembre, l'estate sta volgendo al termine, ma qui in Riviera si gode ancora un tempo da turisti. Sono nervoso nel mio vestito nuovo e aspetto Lisa con trepidazione. Pacche sulle spalle, baci, abbracci, complimenti, qualche battuta scherzosa, non fanno che aumentare la tensione. Ebbene si, mi sposo, proprio con lei, quella che è riuscita a smascherare un contaballe come me. Giò è stupendo nel suo vestito rosa confetto, a braccetto di Luigi, lui in nero classico e mi saluta sventolando un fazzoletto. Ho scoperto di volergli bene come un fratello, da quando mi ha aperto gli occhi. Grazie a lui sono cresciuto, maturato, ho capito che una vita di sotterfugi e bugie non può reggere ad una vissuta con amore e alla luce del sole. Ho lasciato la galleria, sono diventato agente di Giò, gli organizzo fiere, mostre, vendite. Ho aperto un sito internet dove tutti possono ammirare le meraviglie che produce e gli affari vanno a gonfie vele.
Vedo arrivare la Ferrari 430 con a bordo Lisa, non abbiamo voluto badare a spese. Scende, radiosa e bellissima. Il mio cuore perde un battito e mi rendo conto di essere fortunato. Quella sera Giò mi ha aperto gli occhi come nessuno mai in vita mia aveva fatto prima di allora. Mi ha tolto la scorza sporca e ha messo a nudo il mio vero io. Lui è così: istrionico, stupendo, geniale e... molto gay. Ma questo in lui è un pregio e lo ammiro per come si muove nel mondo.
Qualcuno mi spinge e sprona ad andare incontro a Lisa. Mi avvicino e improvvisamente il suo sorriso si spegne. Guarda il bouquet e mi subila: -Ma non ti avevo detto che lo volevo di orchidee?- Rimango li, incredulo; Dio, me lo sono proprio dimenticato.
-Tutta colpa del fiorista, quel cretino!- mento spudoratamente. Ops! Di nuovo a raccontare bugie. Ma giuro, questa è proprio l'ultima!
0 commenti:
Posta un commento
Cosa ne pensi?...