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domenica 16 marzo 2014

6 amici al bar

SCRITTO DA: CRISTINA CASILLO - MASSIMO FERRARIS - RAINALDA

Salve, mi chiamo Giovanni. Sono il più' giovane del gruppo. Ho 35 anni sono single e vivo ancora con i miei genitori, ovviamente per comodità.
Gli altri cinque del gruppo, essendo più' "anzianotti", nutrono grosse aspettative nei miei confronti. Ogni lunedì mattina vogliono sapere in modo dettagliato tutte le mie avventure vissute nel fine settimana. Io vorrei metterli al corrente che più' che avventure, trattasi di disavventure, buchi nell'acqua e due di picche vari, ma non c'è speranza. Io sono bello e giovane e non posso deluderli. A quando mi invento la mora che mi cerca ad ogni ora. E che dire dell' insaziabile rossa che mi voleva ridurre pelle e ossa?
Ovviamente tutto frutto della mia fantasia , pura finzione. In realtà sono segretamente innamorato di Carola da oltre un anno ma senza alcun risultato concreto.
Va beh , a volte mi dice : "Sì, ok, ci vedremo il prossimo sabato... !!!" Ma di sabati ne sono passati ahimè troppi , fino a ridurmi allo sfinimento.
Eccoli, come ogni lunedì mattina ad aspettarmi: Maurizio, Paolo, Umberto, Filippo ed il più' anziano e saggio di tutti, Arrigo.
Uff, cosa mi inventerò ora. La bionda che voleva farlo a cavallo dell'onda ? Ahahahah....oppure la castana tutto pepe che voleva sedurmi oltre la siepe?
Adesso basta, gli racconterò la verità. Dimostrerò di essere bugiardo, ma almeno spero che possano capire la mia situazione ed apprezzare la mia sensibilità. Non c'è nulla di male ad essere innamorati per tanto tempo della stessa donna . Forse Arrigo , il più' anziano mi saprà consigliare per il meglio. Lui è sposato e fedele da ormai 60 anni !!! Ma come avrà fatto?
Questa mattina tocca a me offrire il caffè. E' una tradizione che il più giovane inizi la settimana, per poi finire al sabato con Arrigo. La domenica niente, locale chiuso e ognuno a prepararsi il caffè con la moka o la macchinetta. Sei paia d'occhi mi puntano e nei loro sguardi noto la voglia di sapere, di ascoltare delle mie scorribande sotto le gonne e sopra i letti. Peccato che il weekend lo abbia passato a casa, sdraiato sul divano, una cassetta di birre e Sky Cinema a tutto spiano. Bella vita da trentacinquenne...
-Allora, beccata la moretta che la molla sulla motoretta?- mi chiede Maurizio, quarantadue anni, moglie di centotrenta chili e due figli gemelli maschi di dodici anni. -Oppure ti sei fiondato una rossa seducente con lo sguardo assai ammagliante?- Ahahahah!!!... rido, tanto per assecondarli. Ma che si credono, che mi basta uscire di casa per avere le donne ai miei piedi? E' il momento della verità, ora o mai più: devo dire loro che disastro sono e scusarmi per tutte le balle che ho raccontato. Ma gli sguardi di Paolo, Umberto e Filippo assomigliano a quelli di bambini che osservano l'uomo dello zucchero filato, quindi decido per l'ennesima volta di inventarmi una mia impresa incredibile.
-Sabato, esco per andare a ballare alla discoteca Caprazoppa, quando mi trovo sotto casa due bionde favolose intente a cambiare una ruota alla macchina. Poverine, tutte in tiro, truccatissime e con due fisici da paura. "Ciao, siamo Moni e Marci" mi fa una sbattendo le ciglia "ci puoi aiutare che poi ti saremo riconoscenti"...-
-E poi, e poi...- chiede Maurizio, già con la bava alla bocca.
-E poi niente; "chiamate il carro attrezzi, mica sono un gommista" le ho risposto!-
Sguardi allibiti, bocche aperte e mascelle cascanti. Gli amici si guardano, poi mi osservano aspettando che dica loro che è tutto uno scherzo. Arrigo è il primo a ridere, pensa che sia un burlone, ma il mio viso esprime una tale rassegnazione che la risata gli muore in bocca.
-La verità è che io sono messo peggio di voi. A me tutte le gallinelle che girano mezze nude e che affollano discoteche e piano bar non mi attizzano per niente. Per me esiste solo Carola, anche se sono mesi che peno per avere un appuntamento...-
Paolo si avvicina e mi mette una mano sulla spalla. -Guarda che lo sapevamo che erano tutte sole. Ci divertiva troppo sentirtele raccontare. Certo che all'inizio le sparavi più "soft", poi hai degenerato, come lunedì scorso che ci hai raccontato che ti si è bucata una gomma davanti a un convento, si è messo a piovere a dirotto, una suora ti ha fatto entrare e gira che ti rigira te ne sei fatto tre, poi sei tornato a casa con un saio che un frate aveva dimenticato perchè avevi i vestiti bagnati.-
Mi rendo conto di essere un perfetto idiota, un ballista stratosferico e pure lo zimbello della compagnia. Non mi sembrano particolarmente sconvolti dalla mia confessione, forse se lo aspettavano che prima o poi sarei capitolato.
-Dobbiamo fare qualcosa per te- dice Arrigo. -Sei il più giovane del gruppo, l'unico single, ed ora abbiamo pure scoperto che hai il cuore infranto per via di una certa Carola. Se è bella quanto il nome, deve essere proprio una bella topolona!-
Penso a lei, ai capelli ramati che luccicano al sole, il sorriso che le crea due fossette sulle guance e il suo modo di ridere inclinando il capo. Sono proprio cotto!
Ad un certo punto, entra un'immagine nel bar che rapisce gli occhi di tutto il gruppo.
Ecco, entra una ragazza dall'aria misteriosa. Vuole prendere un semplice caffè e per fortuna non si rende conto del bel ambientino che la circonda.
Si siede, apre un libro e prende appunti.
Arrigo dice: "Sì, l'ho già vista. E' la maestrina nuova. Insegna Italiano, bel tipo eh ?!"
Invitano Giovanni ad avvicinarsi, è lui quello piu' quotato del gruppo.
Si avvicina ed incuriosito comincia a leggere: "A Luigia Pallavicini caduta da cavallo. Ugo Foscolo".
Si rivolge alla ragazza. "Scusi ? Quanti cognomi ha questa Luigia? Caduta da cavallo è un altro cognome forse?". La ragazza lo guarda seria, poi il suo sguardo comincia a vagare nel vuoto. Poi comincia a ridere , a ridere a crepapelle.
"Mio Dio che ho detto, questa si sta ammazzando dalle risate!". Riprende fiato , mi guarda dritto negli occhi e mi dice: "Io non conosco il suo nome, ma potrei indovinare il cognome. Caduto dal passeggino?".
Ho fatto proprio una figuraccia pessima. Adesso basta. Da domani si cambia musica. Ogni giorno andrò al bar con un libro diverso.
Gli amici da lontano facevano gesti strani, pensano che io abbia fatto breccia nel cuore di questa interessantissima ragazza. Ma non è così, anche questa volta, buca. Vittima della mia ignoranza.
Torno a casa e comincio da Ugo Foscolo. Andrò a conoscere questa Luigia ed il suo cavallo.
In questo momento sono io che mi sento come chi cade senza possibilità di rialzarsi.
Purtroppo oggi un'altra persona è caduta e non si è piu' rialzata e non per scherzo.
"Pronto !!!! Pronto , chi parla ? ma chi è a quest'ora?"
"Sono Paolo, Arrigo ha bisogno di noi, corri!"
Andreina, la moglie del caro Arrigo è morta. Stava dando da mangiare al pappagallino, sì, quelli inseparabili....e ...poi tonf...caduta al suolo, peggio di Luigia.
Ah ....che tragedia. Ci sono tutti a casa di Arrigo, anche lo sclerotico Mario.
Immaginate la scena. Arrigo che si dispera e Mario che pur essendo ultra ottantenne, racconta a tutti e senza alcun ritegno di far uso talvolta di Viagra e di .....di ....divertirsi pure !!!!
Mah......Meglio pensare ad aiutare il povero Arrigo per il funerale.
Paolo, con le lacrime agli occhi mi guarda mi vuole dire qualcosa: "Senti , bisogna rintracciare il figlio che è in Brasile, tu parli portoghese?"
"Ma quale portoghese, senti io non sono neppure in grado di parlare italiano in questo momento, quindi trovatevi un'altra persona !"
Paolo decide si andare al bar , per cercare la bella maestrina, colta ed intelligente ci avrebbe aiutato con il portoghese.
Arrigo è inconsolabile.
Ecco quelli dell'impresa di pompe funebri. Che facce !!! Proprio da funerale. Capisco che non possono avere la faccia vestita a Carnevale di Rio ma.......
Ma poi, a cosa pensano i becchini quando organizzano un funerale?
Il funerale è stato bellissimo: un sacco di fiori di tutti gli amici del bar. In chiesa ognuno ha detto qualcosa di carino sulla povera Andreina. Non la conosceva nessuno, ma le storie del marito su di lei ci hanno riempito la testa per anni.
Ci ha raccontato del loro primo incontro, del colpo di fulmine che ha segnato entrambi.
"Non le ho mai fatto le corna, in cinquant' anni, nemmeno col pensiero."
Nessuno gli aveva creduto, ma guardando le sue lacrime abbiamo capito che diceva la verità. Povero Arrigo!
L'occasione del funerale mi ha fatto molto bene perché, guarda caso, c'era una giovane amica di Andreina, una coi capelli ramati. Quando l'ho notata, di spalle, ho avuto un tuffo al cuore: era proprio lei, la mia, si fa per dire, Carola. Piangeva a dirotto, non riusciva a calmarsi tanto che ha finito un intero pacchetto di fazzoletti. Mi sono avvicinato e con destrezza ho tirato fuori un bel fazzoletto bianco, profumato di bucato; grazie mamma!
Il gesto l'ha commossa ancora di più, e tra le lacrime mi ha chiesto se potevo starle vicino, mentre andavamo al cimitero.
Devo dire la verità, ne ho approfittato, l'ho cinta con un braccio e lei ha appoggiato il viso sul mio cappotto di cammello, messo per l'occasione.
Non faccio altro che accarezzarlo tutto il giorno e ne annuso il profumo, unico.
Oggi, al bar avrò qualcosa da raccontare, e questa volta non sarà una bugia!

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